Archivi per la categoria ‘Le Ricette di Alberghi da Sempre’

Capriolo in Agrodolce

IMG 2118 300x200 Capriolo in Agrodolce

Pannocchie di Mais, domani si taglieranno. Foto di Iemme

Il giorno prima tagliare il a pezzetti e metterlo a mollo con acqua, alloro e una buccia di limone.

Il giorno della cottura, scolare e sciacquare il capriolo, quindi fare un battuto di cipolla bianca, cipolla rossa e peperoncino. Soffriggere il battuto, sfumarlo con vino rosso, quindi aggiungere un bicchiere di pinoli e uvetta precedentemente ammollati nel vino rosso.

Aggiungere il capriolo e una volta rosolato, aggiungere un bicchiere di aceto balsamico, cuocere per un paio di minuti a fuoco vivo, poi coprire tutto con brodo, abbassare la fiamma e cuocere a fuoco lento per un’ora e mezza o due, aggiungendo periodicamente acqua perché non si secchi troppo.

Servire con purè di patate e spolverato di noci in pezzi……..

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Il Crastatone: Sagra della Castagna a Piancastagnaio dal 30 ottobre al 1 novembre

IMG 1319 300x200 Il Crastatone: Sagra della Castagna a Piancastagnaio dal 30 ottobre al 1 novembre

Foto Iemme

Nomina Consequentia Rerum: a Piancastagnaio non si può non omaggiare il più gustoso dei cibi poveri e naturali, la .

La Castagna dell’ poi è ormai un prodotto IGP, cioè un prodotto certificato nella sua autenticità e unicità territoriale, con tanto di Associazione ad essa dedicata: Associazione per la Valorizzazione della Castagna del Monte Amiata IGP

Quindi non potete andare a degustare i fantastici piatti della della Castagna senza avere almeno un’infarinatura sulle delizie che assaggerete:

I :

Si ottengono lessando le con tutta la buccia in una quantità d’acqua pari alla metà del loro volume con semi di finocchio e poco sale; lasciar bollire per mezz’ora – quaranta minuti. Creare un foro in un angolo e premere la buccia per succhiarne la polpa. Leggi il resto di questo articolo »

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Oca Imbriaca Ripiena di Fegatelli con Fichi

botti 300x224 Oca Imbriaca Ripiena di Fegatelli con Fichi

Foto di Rolando Cherubini

Prendere un’oca di media grandezza, pulirla senza dividerla, fare un battuto di salvia, rosmarino e con cui insaporire tutta l’oca dalla sera prima con aggiunta di pepe nero.

Per il ripieno – la sera prima:

cuocere dei in abbondante vino rosso e usarne una parte da tagliare a pezzetti piccoli con cui preparare un impasto aggiungendo pane grattugiato, uova, sale, pepe, noce moscata e finocchio. Con l’impasto riempire l’oca e al termine dell’operazione bagnarla con brandy tipo marinatura.

Mettere in forno con poco olio per circa 1 ora e mezza a 180 gradi bagnandola spesso con vino bianco, aggiungere una grossa cipolla tagliata fine e una decina di secchi divisi a metà, quindi portare a termine la cottura (ancora un ora e mezza). A cottura ultimata  dividere l’oca e lasciare il ripieno a parte, dividere l’oca in porzioni, tagliare il ripieno a fette, sistemare su ogni piatto 2/3 pezzi d’oca, una fetta di ripieno e appoggiarci sopra un fegatello, un fico e il sugo di cottura. Leggi il resto di questo articolo »

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Ricetta del Ciambellone al Sangiovese

Ravazzi1 Ricetta del Ciambellone al Sangiovese

Le vigne della a - Foto di Cantina Ravazzi

E se volete assaggiare l’originale della signora Gianna de Le Nane, vi aspettiamo, su prenotazione al 3336184408, alla Cantina Ravazzi di Palazzone con il critico enogastronomico e domani sabato 19 alle ore 20.00: cena e degustazione guidata di acque e vini per festeggiare la vendemmia. Leggi il resto di questo articolo »

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Prime avvisaglie d’autunno, si parla di funghi

IMG 9974llll 300x200 Prime avvisaglie dautunno, si parla di funghi

Acqua di Bagno Vignoni di Iemme

I funghi qui, nel cuore del cuore del Centro Italia, nei dolci colli tra Toscana, Umbria e Lazio, sono tanti, buoni e spesso poco noti anche ai raccoglitori più accaniti.

Quindi il primo consiglio è quello di trovare una buona guida locale, di una certa età e esperienza: il meglio è il Signor Sergio Giuliacci dell’Albergo Tirrenia, con il quale ho stilato questa piccola lista

Ovviamente i Porcini, poi i Gialletti o Finferli, quindi gli Ovoli (detto Cucco): gialli e bianchi si trovano vicino ai porcini

E ancora le Rossette: color rosso vivo e ben piccanti (più sono rosse, più sono piccanti)

Quindi la Famiglia degli Ordinali: tipici della zona, sono ottimi sia in umido sia arrosto sia fritti Leggi il resto di questo articolo »

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Caffè di Ghianda, una buona abitudine abbandonata

IMG 8895bbm 1024x682 Caffè di Ghianda, una buona abitudine abbandonata

Foto Iemme

ll viene sempre ricordato come un retaggio di povertà o un ricordo di autarchia, ma come sottolinea www.agraria.org:

“Anche le hanno una decisa azione tonica sullo stomaco e sull’. Si consumano sotto forma di caffè, bevanda utile ed igienica per i fanciulli gracili, per persone nervose, delicate di stomaco, di e di intestino. Questo caffè di ghiande, inoltre, è usato con molto vantaggio nelle diarree dello svezzamento. Si prepara con 15 grammi di ghiande secche che si fanno bollire per circa mezz’ora in un litro di acqua o di latte, aggiungendovi, poi, se gradito, del comune caffè di orzo. La dose è di tre tazze al giorno.”

Sergio e Mauro Giuliacci, come sempre nostri consulenti per piante e rarità ad esse connesse, dicono anche che la va colta quando è ancora piccola sull’albero, quindi va tostata, macinata nel macina caffè, quindi bollita. Leggi il resto di questo articolo »

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Archeologia gastronomica: il vero Aglione for the happy few

vivodorciacherubini Archeologia gastronomica: il vero Aglione for the happy few

Vivo d'Orcia di Rolando Cherubini

Dopo due anni di profondo e intenso amore per l’, ovviamente sui , ho scoperto perché si chiama e ho anche scoperto che non l’ho ancora davvero mangiato.

L’Aglione non si chiama così perché il sugo sa in modo particolare di , ma perché dovrebbe essere fatto con un tipo rarissimo di di dimensioni assolutamente superiori alla norma: grande circa quanto una pera e con ogni spicchio di dimensioni superiori a quelle dello spicchio d’arancio.

Il sapore poi di questo gigantesco aglio è molto più delicato di quello del cugino piccolo e quindi con sfumature di gusto profondamente diverse da quelle di un comune sugo al pomodoro con aglio.

Ma il nostro palato è davvero pronto a percepire tali sottigliezze di gusto? O ormai un aglio vale l’altro? Esiste ancora un pubblico che possa apprezzare e quindi mantenere vive queste sfumature o siamo ormai gourmet da supermercato?

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Dal 16 al 23 luglio: Sagra del Cinghiale a Vitellino

img 1488 300x200 Dal 16 al 23 luglio: Sagra del Cinghiale a Vitellino

Foto di IM

Perché fra le mille attività di questi giorni segnalarvi proprio questa piccola paesana in una frazione di ?

Perché nella minuscola frazione c’è una piccola chiesetta, quasi sempre chiusa, MA aperta durante le feste, che custodisce un preziosissimo affresco cinquecentesco sopravvissuto a secoli di abbandono e degrado:

La località di si trova lungo la strada di collegamento tra Castiglione del Lago e le sue frazioni collinari Gioiella e Casamaggiore.

Situato lungo un asse viario di fondamentale importanza per la zona, l’area che circonda Vitellino era un tempo ricoperta quasi eslusivamente dalla macchia e lambita dal torrente Pescia, un tempo molto pescoso.

Alla pescosità del Rio Pescia e alla presenza di fitte macchie da disboscare per avere terreni buoni per l’agricoltura è da far risalire la ragione della presenza dei Santi Andrea e Giuseppe nell’antichissimo affresco ancora custodito nella Chiesa di Vitellino. Tale affresco è stato portato alla luce nel 1998, la sua storia ci permette di comprendere anche il motivo del toponomi Vitellino. Leggi il resto di questo articolo »

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Una fatalità gastronomica: la spinosa

istrice Una fatalità gastronomica: la spinosa

Istrice

L’istrice è un simpatico animaletto che consiglio a tutti di amare da lontano.

A volte però capita, a chi vive in campagna, di incontrarlo mentre attraversa di notte la strada e di fargli fare involontariamente una triste finaccia.

Ormai è morto, poverino, voi non ne avete colpa alcuna, ma così vanno le cose quando un animale selvatico affronta la strada e i fari delle auto……vi rimangono dunque due possibilità: o piangere e intristirvi o scoprire che l’istrice è un’ottima selvaggina…….debitamente privato degli aculei, lasciato in acqua e odori per un paio di giorni (ricordatevi di cambiare l’acqua ogni tanto), può essere magnificamente cucinato o arrosto o in umido come tutta l’altra cacciagione……..sempre meglio che lasciarlo a marcire sulla strada.

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Il Gelato all’Olio Extravergine d’Oliva del Santa Caterina

ulivo Il Gelato allOlio Extravergine dOliva del Santa Caterina

Ulivo dell'Azienda Agricola Le Fontanelle

In primis ricordiamo che, come pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica Nature già nel 2004, l’olio extravergine di oliva è :

Gary Beauchamp e Paul Breslin del Monell Chemical Senses Center di Philadelphia hanno infatti scoperta una nuova proprietà dell’olio extravergine d’oliva.

I due ricercatori hanno individuato la presenza, nell’olio extravergine d’oliva, dell’oleocantale, un composto naturale finora sconosciuto con gli stessi effetti antinfiammatori dell’ibuprofene, uno degli antidolorifici non sterodei più usati.

L’ipotesi degli esperti è che l’oleocantale a lungo termine sia e protettivo contro molte malattie.

A questo punto vi proponiamo un modo divertente e originale di gustare questo naturale toccasana: il gelato

Quella del Santa Caterina non è ovviamente l’unica in circolazione, ma a mio modesto giudizio è la migliore prova che io abbia mai assaggiato e ha il vantaggio di venir preparata con strumenti casalinghi e non industriali, quindi imitabile in qualsiasi cucina

Ingredienti per  8 – 10 persone;

latte intero                      litri  0,800

panna fresca                  litri  0,200

zucchero                       gr.   200

olio extra vergine di oliva  gr.  200

sale grosso iodato           gr.   10 Leggi il resto di questo articolo »

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